Ala, 18 aprile 2026
Cari associati, volontarie e volontari di Ala – Kipengere, sostenitori e simpatizzanti:
Questo abituale incontro primaverile risponde alla necessità di approvare il bilancio dell’anno precedente per adeguarci agli obblighi statutari e niente di più, ma se ci limitassimo a snocciolare numeri e soldi senza cogliere l’occasione per ritornare al senso vero del nostro impegno, significherebbe perdere una straordinaria opportunità di collocare il nostro agire dentro l’orizzonte morale dell’aiuto a chi ha bisogno, con i pochi mezzi che abbiamo, senza illusioni o senza smanie di protagonismo, ma tuttavia convinti che a ciascuno compete fare quanto a propria disposizione per migliorare la vita del proprio “prossimo”. Prossimo che per noi vive in quel lontano lembo di terra che Baba Camillo ci indicò molti anni fa.
Il contesto globale è oggi oscurato da molte guerre come la nostra generazione non aveva mai visto e per questo ci sentiamo angosciati ed impotenti come se la forza del male non sia mai stato così potente, e non ci sia alternativa al pessimismo e alla rassegnazione. Ma il Papa, che proprio in questi giorni si trova in visita ad alcuni Stati africani, non si stanca di ripetere la necessità e la possibilità della pace, ora minacciata da potenti tiranni che sprecano enormi risorse per uccidere e niente per curare e educare. Pace invocata anche per i numerosi conflitti, spesso taciuti, che insanguinano il continente africano a cui poteva aggiungersi anche la Tanzania lo scorso fine d’anno quando, in occasione delle elezioni nazionali, fu colpita da scontri mortali infrangendo la sua singolare pacifica tradizione inaugurata dal padre della nazione Julius Nyerere negli anni ’60 del secolo scorso.
Fortunatamente il paese è ora tornato alla sua normalità, ma all’epoca ci fece una grande impressione che la sete di potere applicata alla violenza stesse colpendo anche il “nostro mondo africano” e le persone pacifiche con cui collaboriamo. Persone che in quella pericolosa situazione ci hanno dato prova di coraggio e pazienza, di calma e rassegnazione, espressione forse della cultura africana abituata a fare i conti con calamità e violenze di ogni genere ma sempre capace di sopravvivere ai minacciosi rovesci della storia. A scuola insegnano una materia che possiamo chiamare “capacità di sopravvivere”, in modo che i giovani sappiano destreggiarsi nei contesti ostili quando la vita reale mostra le sue difficoltà.
Mi chiedo come la nostra società sazia e seduta saprebbe affrontare, dopo decenni di pacifica convivenza come abbiamo avuto nella nostra Europa, un rovesciamento improvviso dell’equilibrio di pace nel quale ancora viviamo. A quali speranze ed energie morali potremmo ricorrere? Gli africani che conosciamo con la loro apparente rassegnazione penso abbiano qualcosa da insegnarci a cominciare dalla loro grande fede in Dio, come traspare dalle lettere che scrivono!
Un altro messaggio il Papa ha dato alle popolazioni africane; quello dell’impegno personale affinché ciascuno metta a frutto i propri talenti con competenza a beneficio di tutti, il cosiddetto bene comune. Ed è quello che stiamo facendo nel nostro piccolo con spirito di vera collaborazione, aiutando bambini e famiglie, scuole e studenti, mai imponendo il nostro punto di vista, grazie anche alla collaborazione con gruppi ed associazioni che condividono il nostro spirito: gruppo Africa guidato da Claudio Maccagnan, la famiglia Pallaoro di Bronzolo, Associazione Baba Camillo di Romeno.
Speriamo di poter tornare quest’anno a far visita a quelle comunità e verificare l’avanzamento dei diversi progetti che sosteniamo e incontrare personalmente i nostri collaboratori. Suor Nivardina sempre vicina col suo affetto, padre Cletus alla guida della parrocchia di Kipengere, la prof. ssa Costancia attenta sentinella di tutto ciò che ruota attorno al mondo della scuola; ma anche suor Redempta e il vescovo Agapiti di Mahenge, oltre alla signora Francesca che a Ilembula-Mtwango segue i nostri bambini adottati assieme alla carissima Fausta, il nuovo vescovo di Njombe, Eusebio, col quale abbiamo avviato un programma di miglioramento dell’impianto idroelettrico di Ludodolero fonte di energia per tanti servizi pubblici, senza dimenticare il signor Mussa Sanga nostro riferimento politico per l’Asilo infantile e la Scuola primaria di Kipengere. Persone importanti che chiedono di non essere abbandonate, a beneficio di bambini e bambine, studenti e studentesse, persone e famiglie in difficoltà. Sempre seguendo l’esempio del nostro maestro missionario, con la speranza che la forza silenziosa dei piccoli esempi di bene, uniti tutti assieme, sappia imporsi sull’arroganza del male.
Un cenno mi sento di fare alla generosa donazione testamentaria arrivata alla nostra Associazione dalla signora Clara Nave, già convinta sostenitrice della formazione scolastica femminile, e che contiamo di poter ricordare e ringraziare con una apposita iniziativa.
Tutto questo seguendo l’esempio di Baba Camillo, sulla cui tomba pregheremo al cimitero di Tosamaganga, raffigurato in un busto di bronzo all’ingresso della sua canonica di Kipengere al quale è stata meritatamente dedicata la scuola primaria di Igosi. GRAZIE.
Nel ringraziare tutti i presenti, anche coloro che non possono essere presenti, sono certo che riusciremo a continuare nel percorso avviato da tanti anni per aiutare quanti bussano alla porte della nostra solidarietà.
GRAZIE
E BUONA SOLIDARIETÀ A TUTTI
Il presidente Enrico Bertè
